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Superbonus 110%, verso il 2023… e con sconto in fattura!  

Superbonus 110%, verso il 2023… e con sconto in fattura!

Agenzia delle Entrate

Di recente è stato approvato il decreto che converte in legge il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che contiene anche alcune novità importanti a proposito del Superbonus 110%.

Con la manovra la misura viene prorogata fino al 31 dicembre 2023, esclusivamente però per le case popolari. Una ulteriore proroga è concessa ai condomìni fino al 31 dicembre 2022, senza che sia più necessario dimostrare lo stato di avanzamento dei lavori.

Nulla di nuovo invece per quando riguarda gli edifici unifamiliari, per cui la data di scadenza rimane fissata al 30 giugno 2022.

Fatto sta comunque che senza un provvedimento mirato, tutte le proroghe del mondo saranno valide solo per quanto riguarda la possibilità di usare il Superbonus 110% con la detrazione Irpef. In parole povere, la possibilità di fruire dell’agevolazione mediante sconto in fattura e cessione del credito necessita di una ulteriore proroga specifica, altrimenti il Superbonus 110% a partire e dal 2022 sarà valido solo usando la detrazione.

Tuttavia, se questa è la situazione al momento, c’è anche l’impegno concreto di Draghi, del MEF e del testo scritto del PNRR, a prorogare fino al 2023 il Superbonus 110% con sconto in fattura e cessione del credito. Cerchiamo perciò di chiarire la situazione e capire come stanno davvero le cose!

Ci sarà la proroga per tutti al Superbonus 110%?

Già Mario Draghi ha sottolineato come una tappa davvero decisiva per le sorti del Superbonus 110% sia la prossima Legge di Bilancio 2022, la cui approvazione è prevista per la fine di quest’anno.

A quanto affermato dallo stesso Premier lo scostamento di bilancio attuale non permette di intervenire in altro modo sul Superbonus 110%, ma con la prossima Manovra di Bilancio allora sarà introdotta la proroga generalizzata al 2023. Situazione in cui potrà essere prorogata anche la possibilità di utilizzare nel 2022 sconto in fattura e cessione del credito.

Ancora, se si legge il testo del PNRR, quello approvato dalla UE, a pagina 141 sono contenute le informazioni e gli obiettivi circa il Superbonus 110%. Nello specifico il testo recita chiaramente e senza mezzi termini che obiettivo del Governo è una proroga alla misura fino al 2023 per tutti: edifici condominiali, enti e edifici unifamiliari. Così come è intenzione dell’esecutivo, stando a quanto scritto nel documento, di prorogare fino allo stesso termine anche la possibilità di usare sconto in fattura e cessione del credito.

Tirando le somme, al momento la proroga è parziale, ma non perché non vi sia intenzione di estendere al 2023 il Superbonus 110% con sconto in fattura e cessione del credito, piuttosto perché il bilancio di quest’anno non lo permette. Perció come ha dichiarato Draghi per le decisioni finali si dovrà aspettare dicembre e la Legge di Bilancio 2022.

Del resto, ridimensionare il Superbonus 110% sarebbe al momento controproducente per lo Stato stesso. Questo perché nel PNRR presentato alla Commissione Europea si dice anche a chiare lettere che obiettivo del Governo, da realizzare entro il 2025, è quello attuare un miglioramento, pari almeno al 50%, per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici privati e pubblici e il Superbonus 110% è proprio l’agevolazione dedicata alla riqualificazione energetica. 

Del resto, le intenzioni di Draghi di concedere una proroga alla misura fino al 2023 sono state confermate di recente dal sottosegretario al MEF, Claudio Durigon, che il 16 giugno scorso in occasione delle interrogazioni alla Camera con la Commissione finanze, ha ribadito che la proroga sarà contenuta nella prossima manovra di bilancio e che si sta lavorando per recuperare i fondi necessari.

Cosa c’è di vero della notizia dell’introduzione di un bonus ristrutturazione 75%?

Altro motivo che aveva fatto temere la cancellazione a breve del Superbonus 110% sono state le notizie della possibile introduzione di un bonus ristrutturazione 75% unico, a cui sarebbero state accorpate tutte le altre agevolazioni edilizie.

Effettivamente il progetto di questa agevolazione unica con detrazione al 75% sembra davvero una ipotesi concretamente presa al vaglio dall’esecutivo governativo.

Il 27 aprile scorso è stato presentato un Atto di Sindacato ispettivo in parlamento, da Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, in cui si chiede fra le altre cose che le agevolazioni edilizie (bonus facciate, bonus casa etc.) siano accorpate e sia creato un unico bonus ristrutturazione con detrazione al 75% per tutti gli interventi edilizi.

Ancora, quello che rende credibile la futura introduzione di unico bonus per gli interventi edilizi è il precedente che riguarda i bonus INPS. 

Fin dal suo insediamento Draghi ha lamentato infatti che la miriade di agevolazioni presenti in Italia rende complicato per i cittadini accedervi e allo stesso tempo rende difficile e lento il lavoro di verifica da parte degli organi che gestiscono gli incentivi stessi.

Per risolvere il problema si è scelto di partire dai bonus famiglia INPS che nel 2022 spariranno quasi tutti e saranno inglobati del grande Assegno Unico. Ci sarà insomma un solo bonus famiglia da richiedere, che al suo interno racchiude tutti i vecchi incentivi. In uno scenario simile dobbiamo immaginare che questo lavoro di semplificazione investirà presto anche le agevolazioni che dipendono dalla Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, tornando al Superbonus 110%, qualsiasi modifica sia apportata alle altre agevolazioni questa non investirà in alcun modo il Superbonus 110%, almeno non fino alla scadenza della proroga che sarà approvata con la Legge di Bilancio 2022, e a prometterlo è stato Draghi in persona.

Fino al 2023, almeno, il Superbonus 110% non si tocca!

Scadenze e lavori ammessi dal Superbonus 110%

Riepilogando al momento sono previste tre diverse scadenze per il Superbonus 110%:

  • il 30 giugno 2023 per gli istituti case popolari (IACP), con la possibilità di far slittare il termine al 31 dicembre 2023 se per giugno sono stati completati il 60% dei lavori;
  • il 31 dicembre 2022 per gli edifici condominiali;
  • il 30 giugno 2022 per edifici unifamiliari.

Queste sono le scadenze ufficiali e in vigore ad oggi, ma a cui andrà a sommarsi con la Legge di Bilancio 2022, a quanto promesso da Draghi, la proroga per tutti al 2023 con la possibilità di usare anche per il 2022 le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

Chiarite le scadenze vediamo in cosa consiste questa agevolazione tanto amata perché permette di affrontare alcuni lavori edilizi a costo zero.

Nello specifico il regolamento del Superbonus 110% prevede la realizzazione, con un finanziamento del completo, di quelli che sono definiti i lavori trainanti, cioè i lavori principali: la creazione del cappotto termico sul 25% almeno della struttura, la sostituzione degli impianti invernali di climatizzazione, gli interventi di adeguamento sismico.

Realizzando uno di questi lavori allora si ha accesso anche al finanziamento completo per alcuni interventi aggiuntivi, in gergo tecnico lavori trainati, tra i quali i più popolari sono: la sostituzione degli infissi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’installazione di impianti fotovoltaici e pannelli solari e perfino l’installazione di stazioni per ricaricare i veicoli elettrici.

Superbonus 110% tra detrazione Irpef, sconto in fattura e cessione del credito

Alcune modifiche al Superbonus 110%, che rimane incredibilmente complesso con la sua documentazione fatta da più di 40 moduli, sono state applicate dal recente Decreto Semplificazioni, in base al quale per richiedere l’agevolazione oggi è sufficiente la sola CILA e non serve più la certificazione dello stato legittimo dell’immobile.

Come si è detto l’incentivo è fruibile in tre modi: con detrazione Irpef, sconto in fattura e cessione del credito.

Con la detrazione Irpef, che avverrà in cinque anni e con cinque quote uguali, dovrete anticipare i costi dei lavori e poi vi sarà restituito il 110% dell’importo attraverso uno sconto sulle tasse da pagare.

Per usare lo sconto in fattura invece bisogna prima assicurarsi di affidare i lavori ad un’impresa che accetti questa opzione. In questo caso sarà infatti la ditta ad anticipare i costi e chiedere la restituzione del 110% mediante credito di imposta.

Per quanto riguarda la spiegazione su come funzioni la cessione del credito e le istruzioni per richiederla si rimanda al video YouTube di Vincen:zo Madera

  Qual è la differenza tra bonus facciate e Superbonus 110%?

Ma il Superbonus 110% non è la sola agevolazione edilizia disponibile per chi vuole ristrutturare casa. Un altro incentivo altrettanto popolare è il bonus facciate con cui si può ottenere uno sconto del 90% se si effettuano lavori sulle pareti esterne di una struttura.

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